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PERCHE' GLI OMICIDI IN FAMIGLIA SONO SEMPRE INSPIEGABILI |
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Perché gli omicidi in famiglia sono sempre “inspiegabili”?
di Lea Melandri
Il rapporto tra gli uomini e le donne, il perverso tragico annodamento di dominio e amore, deve essere davvero la “roccia basilare” contro cui si arrestano ragione, cultura, responsabilità civile e morale, se, riguardo alla strage avvenuta in una famiglia di Verona alcuni giorni fa, né la televisione né i giornali sono andati oltre la nuda cronaca dei fatti, se a nessuno è venuto in mente di chiedersi la cosa più banale e più sensata: perché la decisione di una donna di separarsi riesce a scatenare la furia omicida-suicida dell’uomo che con lei ha vissuto e visto crescere figli? Non è la prima volta che accade, la maggior parte dei casi di violenza maschile all’interno della coppia, negli ultimi anni, è motivata dalla scelta della donna di interrompere una convivenza divenuta evidentemente insopportabile, da una affermazione di libertà dovuta al rispetto di se stessa, o al semplice desiderio di dare una svolta alla propria vita. L’aggettivo “inspiegabile”, che la cronaca usa ormai ritualmente per questi delitti, è la maschera di una ipocrisia, o comunque di una incuria, generalizzate, che non accennano a incrinarsi: “inspiegabile” vuol dire, in questo caso, qualcosa su cui non si vuole riflettere e fare chiarezza, una evidenza -il volto violento dell’amore- che deve restare invisibile.
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